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Mercosur: alternativa strategica per l’export UE

Il Mercosur è l’area di libero scambio che unisce Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay. Con l’accordo UE–Mercosur (fine 2025), l’export europeo beneficia della rimozione dei dazi su oltre il 90% delle merci. In risposta ai dazi USA, l’Italia guarda al Sud America per nuove opportunità.

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© luminartstudio.it

Opportunità per food, vino e ceramica italiane

La liberalizzazione tariffaria interessa settori in cui l’Italia vanta eccellenze riconosciute. Attualmente il vino fermo italiano esportato in Mercosur è gravato da dazi fino al 27% (35% per gli spumanti) e quello caseario fino al 28%. L’accordo prevede l’azzeramento graduale di queste tariffe, rendendo il Made in Italy più competitivo sul mercato sudamericano. Ad esempio, il Brasile importa circa 500 M€ di vino annui (Italia ≈8% di quota); eliminando i dazi il vino italiano potrà aumentare la propria accessibilità. Nel complesso, l’export italiano verso il Mercosur vale 7,6 mld€ (ottobre 2024–ottobre 2025), con Brasile (5,9 mld€) e Argentina (1,2 mld€) come principali destinazioni. Si aprono margini di crescita per i food di pregio (formaggi, salumi, conserve), come evidenzia la protezione di 57 Indicazioni Geografiche italiane nell’accordo.

  • Alimentari & Bevande – L’UE esporta in Mercosur soprattutto macchinari (28,1%), chimica-farmaceutica (25%) e mezzi di trasporto (12,1%), ma l’artigianato alimentare può sfruttare le riduzioni tariffarie. Olio, pasta, conserve e formaggi (protetti da IG) diventano più competitivi dopo lo sblocco dei dazi.
  • Vino e spiriti – L’area sudamericana apprezza i vini italiani di qualità; grazie all’accordo si attendono crescenti sbocchi per vini fermi e bollicine. Eliminazione graduale di dazi (oggi fino al 35% in Brasile) e tutela delle IG (Chianti, Barolo, Prosecco ecc.) favoriranno l’accesso di vini di fascia alta.
  • Ceramica e design – L’Italia è rinomata per ceramiche artistiche e arredo di design. La caduta delle barriere non tariffarie e tecniche agevola l’ingresso di piastrelle e oggetti in ceramica decorativa italiani di fascia medio-alta. Come stimato per il design d’interni, mercati in crescita premiano prodotti personalizzati e di qualità.
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Criteri chiave di readiness

Posizionamento di mercato – Definire chiaramente il target: segmento di fascia alta, boutique o grande distribuzione. Effettuare market research locale (concorrenza, domanda, gusti) e realizzare prototipi/test pilota del prodotto. Ad esempio, valutare se un alimento (es. olio o formaggio) risponde a gusti argentini o richiede adattamenti di sapore e ricetta.

Prezzo e percezione di valore – Il prezzo di listino deve tenere conto del potere d’acquisto locale e dei costi residui (trasporto, IVA, margini intermedi). L’Italian quality va legittimata da una narrazione chiara (storia del prodotto, IG/DOP) che giustifichi un premium price. L’uso di certificazioni UE e marchi noti rafforza la value proposition.

Adattamento del prodotto e packaging – Confezionamento ed etichettatura devono conformarsi alle normative argentine (es. lingua spagnola, codici alimentari, etc.). Il design del prodotto – compresa la confezione – va studiato in base a ricerche di mercato. Tassativo effettuare test di mercato con produzioni limitate per verificare accoglienza e funzionalità del packaging.

Canali distributivi e comunicazione – Individuare partner locali affidabili (importatori/distributori) o e-commerce adatto al segmento. Programmare visite a fiere B2B regionali. La comunicazione visiva diventa cruciale: immagini professionali del prodotto (sul sito, cataloghi, social) devono riflettere la qualità artigianale e la coerenza di brand. Il logo, i colori e lo stile visivo devono essere uniformi e rispecchiare i valori del marchio Made in Italy.

Comunicazione visiva e brand

Nei mercati sudamericani l’impatto visivo spesso definisce la prima impressione di valore. È fondamentale curare foto e video: per esempio mostrare il prodotto in uso (una tavola apparecchiata con stoviglie italiane, il processo di produzione artigianale, un vigneto toscano) per raccontarne la storia. Il packaging deve apparire professionale e distintivo, con un’immagine coerente e riconoscibile del brand. Come evidenziato nelle linee guida WIPO, il design del prodotto incluso quello della confezione deve basarsi su ricerche di mercato. Questo vale anche per prodotti innovativi come il vino dealcolato, che richiedono uno storytelling visivo capace di educare e rassicurare un pubblico ancora poco familiare con la categoria. Investire in materiali promozionali (cataloghi bilingue, siti web ottimizzati, foto 360°) rafforza la fiducia del distributore e del cliente finale. In sintesi: un forte appeal visivo “Made in Italy” – coerenza tra logo, colori, etichette e foto di prodotto – può trasformarsi in un moltiplicatore di vendita nei nuovi mercati Mercosur.

Fonti: Analisi di accordo UE–Mercosur e studi di settore.

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